- Gruppoalpiniportatorino

Vai ai contenuti

Menu principale:

COM’E’ NATO IL NOSTRO GRUPPO
L’anniversario che festeggiamo, è stato preceduto da un altro quinquennio durante il quale l’idea di formare un Gruppo Alpini a Porta Torino è rimasta a covare sotto la cenere.
Mentre attendevamo che i nostri figli uscissero dalla Scuola Elementare, qualcuno osservò che tra quei Papà c’erano molti Alpini, “.... tanti da poter formare un Gruppo!”; quella frase restò lì come tutti i discorsi di sport, di politica e di altri temi affrontati per ingannare il tempo.
Quella che poteva sembrare una battuta, si realizzò qualche anno dopo, per ricuperare alcuni che avevano perso l’entusiasmo e convincere altri che non erano mai stati iscritti, si raccolsero le firme per chiedere al Consiglio Sezionale di essere riconosciuti come Gruppo; i tempi burocratici, per avere l’assenso, non ci spaventarono più di tanto, ma anzi ci permisero di quasi raddoppiare il numero degli iscritti!!
La nascita di un nuovo Gruppo Alpini in Vercelli, può avere fatto pensare agli estranei che vi sia stata una scissione ma, in realtà, si è trattato di una ramificazione, come per qualsiasi altro Gruppo di un paese del circondario.
Per chi è ancora scettico, il nostro Gruppo ha portato alla Sezione una quarantina di Soci, l’attività degli Alpini in Città ha subito un discreto incremento, le due Sedi sono molto accoglienti e molto frequentate; se questi sono i risultati , ben vengano le scissioni!
LA NOSTRA SEDE
A Vercelli, In C.so Prestinari 181 c’è la nostra “piccola baita”, aperta a tutti coloro che vogliono trovare amicizia e collaborare per la buona riuscita delle diverse iniziative; sono due piccole stanze ma sono il punto di riferimento di ogni attività, si tratti dell’Adunata nazionale o di una riunione del Consiglio (sempre rigorosamente riservata a.....tutti).
Le pareti si stanno arricchendo di cimeli vari, guidoncini, fotografie e documenti che ricordano la nostra breve storia.
Naturalmente gl’incontri conviviali hanno il loro spazio anche se per un numero limitato di persone; più di sovente si riuniscono gli Alpini con le loro Famiglie, bambini compresi.
I motivi di ritrovo sono molteplici ma, più di una volta, ci hanno onorato della loro presenza illustri ospiti come: gli Anziani della nostra Sezione, Mons. Bertone quando era Arcivescovo di Vercelli, i rappresentanti dell’ UNICEF o dell’Associazione Korczak, Alpini della Sezione di Roma e della Sezione di Francia, recentissimamente il Gen. Varda.
Anche i Carabinieri quando, un paio di volte, abbiamo esagerato con la nostra chiassosa allegria!
Fatalmente sarà stato dimenticato qualcuno, ma la nostra ospitalità è sempre stata offerta con cuore e così contiamo di farlo anche in futuro.
UN LUSTRO SOTTO LE INSEGNE
Facendo parte di un’ Associazione d’Arma, gli Alpini hanno dei doveri che restano anche dopo il congedo; si tratta di occasioni celebrative o commemorative di avvenimenti o persone che hanno caratterizzato la storia del nostro popolo.
Tralasciando le semplici, pur se importanti, partecipazioni, l’appuntamento più impegnativo è quello dell’Adunata nazionale; essa viene effettuata con una serie di campers, autonoma in tutto, che va a costituire un centro di richiamo per quanti apprezzino la nostra ospitalità.
L’anniversario di fondazione del nostro Gruppo è l’occasione per festeggiare, con altri Alpini, con le Autorità e coi concittadini; la sfilata, la cerimonia religiosa ed il rinfresco sono i momenti che meglio esprimono la gioia dell’essere insieme.
Più limitato al nostro Gruppo ed alle Famiglie è la “Festa in cortile” che vede, di anno in anno, aumentare i partecipanti malgrado i fieri propositi, dell’anno prima, di chiudere le iscrizioni ad un numero ben preciso.
Recentissimo, infine, è l’incontro che il nostro Gruppo ha avuto con la Sezione di Francia in occasione del 4 Novembre, celebrato nientemeno che sotto l’Arc de Triomphe! Il piacere di incontrare dei nostri connazionali, emigrati ed Alpini, è diventato commozione al sapere che il nostro era il primo Gruppo, venuto dall’Italia, a fare loro visita dal 1929!
L’IMPORTANZA DEL ROSA
Come si sa, il colore delle mostrine degli Alpini è verde e, di conseguenza, esso è il colore che ci denota anche dopo aver smesso la divisa.
Da congedati, però, alcune cose (età, colore e quantità dei capelli, girovita, dicono i più maligni!) cambiano profondamente se è vero che, da un certo momento in poi si comincia a pensare (suocere permettendo) in due.
Naturalmente stiamo parlando delle nostre dolci metà ( qualcuno parla anche di 3/4, ma son fatti esclusivamente suoi) che ci danno la possibilità di svolgere l’attività di Gruppo senza opposizioni ma anzi ci incoraggiano e ci aiutano.
A loro dobbiamo un ruolo che, anche se molto discreto, diventa fondamentale nelle pubbliche relazioni e nei collegamenti con la gente; alla simpatia di cui godono gli Alpini, si aggiunge la risoluta grazia che anima le nostre mogli e fidanzate.
Il panorama delle “brigate rosa” non sarebbe completo se non citassimo il gruppo di donne che portano il nostro Rione sempre in prima linea nelle iniziative benefiche; non a caso, la Madrina del nostro Gruppo è anche la Presidente di quel Comitato e dunque noi ci sentiamo, sotto questo profilo, doppiamente impegnati nei confronti degli altri.
La serata di festa per il nostro anniversario ha il colore verde degli Alpini ma, chi sarà presente, potrà scorgere anche una tenue venatura rosa.
L’IMPORTANZA DEL VERDE
Essere “donna” di un Alpino non è sempre facile, è necessario munirsi di una buona dose di pazienza, comprensione, disponibilità e tutto quel che di buono si può dire.
Quante volte, all’ultimo momento, ci dicono che hanno un impegno con gli Alpini, e noi, che avevamo già fatto i nostri programmi, ci adattiamo con tranquillità e ci organizziamo per trovarci insieme.
Capiamo che i valori che uniscono questi Alpini, sono talmente sinceri, umani, veri, che non ci resta che adeguarci benevolmente.
Una cosa è certa: per seguire ed affiancare i nostri uomini, noi donne abbiamo raggiunto un’intesa ed un’amicizia così grandi che quasi quasi ci sentiamo più importanti di loro.
La loro voglia di fare ci coinvolge talmente tanto che anche noi ci adoperiamo per aiutarli, ecco che organizziamo cene e ritrovi per raccogliere i fondi che i nostri uomini destineranno ad una causa benefica.
Cerchiamo di fare del nostro meglio perchè, ne siamo convinte, queste esperienze che ci arricchiscono e ci gratificano moltissimo, contribuiscono ad unirci sempre di più, e non c’è sentimento più bello dell’amicizia vera, senza secondi fini, perchè tutte siamo uguali.
Insomma nel nostro piccolo....speriamo che ce la caviamo.
. . .ED ALL’INSEGNA DELLA PRESENZA
Ciò che caratterizza la nostra Associazione è che, accanto alle manifestazioni istituzionali, ne vengono svolte altre che si possono definire da “semplici cittadini”; vista l’indifferenza e la pigrizia dilagante, sembrano cose eccezionali ma, da parte nostra, sono messe in calendario ogni anno.
Nella notte di Natale, davanti al sagrato della Chiesa di Regina Pacis, facciamo gli auguri per le festività distribuendo bevande calde a coloro che escono dalla S.Messa; è l’occasione per restare insieme ancora un poco e pensare a chi è più sfortunato.
Anche il pomeriggio trascorso alla Casa di Riposo, in questi anni si è trasformato in un appuntamento atteso dagli anziani ospiti; che differenza tra l’esibizione, in quest’ultimo anno, di un coro ben preparato e la nostra, di cinque anni fa, applaudita sinceramente solo per aver portato un po' di serenità!
Nell’ambito sportivo, un altro appuntamento è diventato un passo obbligato: la gara di sci è giunta a coinvolgere un centinaio di persone ma il piatto forte resta il duello “all’ultima caduta” tra i nostri “eroi” ed il Gruppo di S.Germano.
Rimane l’attività di Protezione Civile che vede alcuni nostri Alpini impegnati nel Nucleo Sezionale; l’attività è ferma perchè, fortunatamente, non ci sono state più emergenze, ma, quando è stato necessario, tutti i disponibili hanno dato il loro contributo.
PRESENZA = COLLABORAZIONE
I nostri impegni in appoggio a manifestazioni organizzate da altri, dimostrano la fiducia di cui godono gli Alpini.
Il nome del Gruppo viene dal Rione che è conosciuto a Vercelli come “Burg d’Ingleis” e con esso condivide buona parte della vita sociale.
La presenza delle Penne Nere ha rafforzato l’azione di altre Realtà che operano sul territorio: il Comitato Carnevalesco ed il Comitato Benefico delle Donne di Porta Torino, separati per finalità ma certo non antagonisti; basta un cenno e subito si attivano forze unite e rivolte nella stessa direzione.
La bella iniziativa del pranzo degli Anziani, preparato dal Comitato Carnevalesco, ci vede impegnati al servizio ai tavoli; non è un gran fatica, ma servire chi, per gran parte dell’anno, vive con la sola compagnia dei ricordi, vale molto più di una decorazione.
La nostra collaborazione serve anche in occasione della fagiolata di carnevale; la prova più dura è la distribuzione che va fatta con la precisione di un farmacista se non si vuole essere accusato di fare ingiustizie o, peggio, essere affamatori di popolo!
Con le Donne di Porta Torino, invece, operano le Mogli degli Alpini per analogia di mentalità (e non si parli di maschilismo!).
Resta la collaborazione con la BNL in occasione di Telethon; la tenda, sotto cui si intrattengono i sostenitori dell’iniziativa a carattere nazionale, è sempre stata allestita dai nostri Alpini che hanno offerto bevande calde, polenta, talvolta cori e giochi.
IL PARCO ALL’OCCHIELLO
Tra le cose fatte che ricordiamo più volentieri, un posto particolare occupa il ricupero del Parco Kennedy, abbandonato da troppi anni e dunque non più a disposizione dei Cittadini.
Malgrado lo scetticismo dei pessimisti e il disimpegno degl’indolenti, grazie all’appoggio del Comune, alla Collaborazione dell’ AMNU e di volontari non Alpini, il nostro Gruppo è riuscito a portare a termine un lavoro ciclopico: sono stati rimossi strati di foglie alti un palmo, sono state mondate e sostituite siepi soffocate da erbacce o scheletrite, sono stati eliminati rami penzolanti, sono state riempite le buche nell’asfalto dei vialetti, i servizi igienici sono stati rimessi in funzione ed abbelliti con fiori, le panchine ormai inservibili sono state sostituite, la fontana centrale è stata restaurata, dipinta e ripopolata di pesci rossi; con un’azione da commando, qualche tempo dopo, sono state impiantate giostre e altalene per i bambini.
Tra i volontari non Alpini, deve essere citato in blocco il Comitato Carnevalesco del “Burg d’Inglejs”, basilare sotto l’aspetto logistico, manuale e .... alimentare; questi amici, poi, per lasciare che fossimo noi a riconsegnare il Parco alla Città, hanno fatto gli straordinari riportando una “Mondina” sul piedistallo (vuoto da troppo tempo) del monumento e riscuotendo un entusiastico applauso di approvazione.
Campioni di capacità, di spirito arguto e, soprattutto, di stile!
Fa veramente piacere, specie nelle giornate di sole, passare e gettare lo sguardo verso i “Giardin d’la Stassion”, animati da bambini spensierati, da anziani sereni, da coppiette imperturbabili; non ci illudiamo che il verde e le altre cose restino come allora ma escludiamo che ciò riguardi il nostalgico ricordo, che là conserviamo, di Giovanni Vallania: lo stemma di Vercelli, mirabile fusione delle pietre del Sesia con la sua arte.
Conclusioni
Prima di chiudere la storia del nostro Gruppo dobbiamo compiere un atto di giustizia: i Ringraziamenti.
Grazie a quanti, generazione dopo generazione, hanno costruito la storia degli Alpini.
Grazie a chi ha voluto o accettato cariche di responsabilità e di impegno offrendo tempo e capacità al Gruppo.
Grazie agli Amici degli Alpini che sentono il piacere della solidarietà e la soddisfazione di operare per essa.
Parliamo, naturalmente, degli Amici che vengono con noi per dare, non per ricevere.
Grazie a tutti voi che ci guardate con simpatia e affetto, perché avete capito che siamo gente pulita e rispettabile.
Grazie a quelli che dicono di noi peste e corna (magari non riescono ad andare oltre la rima “Alpino-Vino”).
Grazie a quelli che ci vedono con antipatia.
E’ un grazie sincero: difatti i pareri negativi sono indispensabili per apprezzare quelli positivi.
In fine il Grazie più grande e grosso: quello alle donne, mamme, mogli, figli, fidanzate degli Alpini, grazie per l’indulgente garbo, che a lungo andare diventa complicità; per la pazienza e la calma con la quale sopportano, tollerano o addirittura approvano la nostra “professione” di Alpino.
Quante volte abbiamo detto: “sai domani sera sono in sede”, “sai domenica c’è una manifestazione”, “sai adesso ho alcune sere impegnate”.
Tutti quelli che vivono la nostra vita conoscono a memoria questa manfrina.
Tutti conoscono il paziente assenso delle nostre donne.
Un grazie pieno di affetto “affettuoso”, magari con un pizzico di rimorso per averle TRASCURATE ma con il fermo proponimento di “continuare a farlo”.
Vorremmo fosse istituito un Ordine Civile Alpino di Santa Pazienza.
Ad ognuna delle donne degli Alpini spetterebbe l’onorificenza.
Ad ognuna di loro appartiene
l’altra metà del nostro cielo.
 
Torna ai contenuti | Torna al menu