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Porta Torino

PORTA DI STRATA O STRADA O DI TORINO

Eretta nel 1170

Abbellita nel 1586 - 1587

Abbattuta nel 1744

Disegno tratto da

" DIO DI MAL VI GUARDI ASSEDIANTI E ASSEDIATI A VERCELLI "

a cura di: PATRIZIA Carpo e GABRIELE Grugnetta.
STORIA
Vercelli oggi non conserva alcun reperto visibile della porta di Strata o di Strada o d Torino, una delle nove porte che si aprivano nella cerchia di mura, erette dal Comune verso il 1170, all’epoca delle lotte contro Federico Barbarossa, che circondavano la città secondo un perimetro corrispondente all’attuale giro dei viali.
Secondo gli storici locali essa era situata alla fine di corso Libertà (verso viale Garibaldi), e deriva il suo nome dalla importante strada sulla quale si immetteva, di collegamento fra la città e i borghi tra la Sesia e la Dora, sottomessi alla signoria di Vercelli. Il toponimo di Cascine Strà conserverebbe memoria di tale denominazione.
La porta ebbe, durante la dominazione dei Savoia, la funzione di essere l’ingresso principale alla città dei duchi, dei loro familiari e del seguito. Il 7 novembre 1560, Emanuele Filiberto, con la consorte Margherita di Francia venne in visita a Vercelli ed entrò solennemente attraverso la porta di Strata, riccamente adornata per l’occasione. La porta, a quei tempi, era un piccolo forte, con torrette, corpo di guardia e alloggio per il guardiano del ponte levatoio, che durante la notte, a porta chiusa, veniva issato.
La porta di Strata fu rimaneggiata e abbellita nel 1586 in occasione della preannunciata visita di Carlo Emanuele I e del figlio Vittorio Amedeo. Al semplice arco che la sovrastava si sostituì una vera e propria facciata, con basamenti, colonne, architravi e coronamento. Il Comune fatto eseguire il disegno, lo affidò all’esecuzione di "M. Henrico Lagna, todescho", che seguendo le istruzioni contenute nei capitoli allegati al disegno, utilizzò per le parti ornamentali serizzi e marmi provenienti da Varallo. Lo studioso C.Debiaggi ha recentemente identificato M. Henrico Lagna con Enrico d’Enrico, della frazione Riale di Alagna, fratello del celebre pittore Tanzio da Varallo. La costruzione fu ultimata, dopo alcuni inconvenienti, nel 1587.
Nel Secolo XVII, nel corso dei lavori alle fortificazioni, intrapresi per ordine del duca Carlo Emanuele I, tutte le porte antiche , alcune già eliminate in precedenza, vennero chiuse, ad eccezione della porta del Servo o di Milano e della porta di Strata o di Torino e quest’ultima venne di poco spostata. Essa era sita nella cortina (segmento di muro rettilineo), che collegava i bastioni di S. Maria e di S. Vittore, più o meno dove ora sorge la sala cinematografica del bar Principe.
L’uscita dalla città avveniva nel seguente modo: dopo la porta, un ponte levatoio sovrastante un profondo fossato, immetteva nell’ampio rivellino della porta di Strata, che si estendeva nell’area attualmente occupata da piazza Paletta, dal quale nella parte opposta, attraverso un secondo ponte levatoio, si usciva sullo spalto e si raggiungeva la campagna.
Porta Torino non fù demolita insieme alle fortificazioni, dal maresciallo Vendome per ordine di Luigi XVI re di Francia, nel 1704 dopo la presa della città, ma sopravvisse fino al 1744, anno in cui il Comune affidò il compito di provvedere all’abbattimento all’impresa di Matteo Sabatino.
 
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